L'Artista
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Critica
Paesaggi atemporali
Adriano Scodeller appartiene a quel gruppo d’artisti che vivono nello stupore permanente, che riscontrano oggi, nel paesaggio quotidiano prossimo, il suono della forma ed il colore.
Ci introduce in un mondo atemporale abitato da una solitudine metafisica che ci trasforma in abitanti dei suoi spazi.
Adriano si sente compenetrato da quei paesaggi i quali ricorre sicuro, dominando il colore e denotando le sue attitudini di pittore.
Il suo sguardo percorre la strada Lanin, il porto, l’interno del laboratorio, i suoi modelli condividono con lui i suoi movimenti creativi, riflettono nelle sue opere la sua formazione impressionista e spezza l’unità di quella visione con l’intervento degli elementi abbandonati dalla memoria, l’immaginazione o una sobria fantasia. Cosi supera i suoi obbiettivi interpretando il risultato come metafora delle sue ore, smaschera una realtà funzionale a suo modo di dire.
Adriano ha come alleato il documento, la fotografia, la sua calligrafia e una comunione naturale con l’essere pittore. La sua tendenza illusionista lo porta a imitare la forma esterna degli oggetti, pero tale forma ci svela la conoscenza di come costruirla.
..........................................Marino Santa Maria
.................................................Pittore
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Critica
Paisajes atemporales
Adriano Scodeller pertenece a ese grupo de artistas que viven en el asombro permanente, que encuentran hoy, en el paisaje cotidiano próximo, el sonido de la forma y el color.
Nos introduce en un mundo atemporal habitado de una soledad metafísica que nos transforma en habitantes de sus espacios.
Adriano se siente compenetrado de esos paisajes los que recorre seguro, dominando el color y denotando sus actitudes de pintor.
Su mirada recorre la calle Lanin, el puerto, el interior del taller, sus modelos comparten con él sus movimientos creativos, refleja en sus obras su formación impresionista y quiebra la unidad de esa visión con la intervención de elementos dejados por la memoria, la imaginación o una sobria fantasía. Así supera sus objetivos interpretando el resultado como metáfora de sus horas, desenmascara una realidad funcional a su forma de decir.
Adriano tiene como aliado el documento, la fotografia, su caligrafia y una comunión natural con el ser pintor. Su tendencia ilusionista lo lleva a imitar la forma externa de los objetivos, pero tal forma nos revela el conocimiento de còmo construirla.
....................................Marino Santa Maria
.............................................Pintor
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La vita scorre tra sogni e realtà
Nella sala Abbaziale di Sesto al Reghena in provincia di Pordenone si espongono alcune opere di Adriano Scodeller. La mostra, intitolata “La vita scorre tra sogno e realtà”, è composta in maggior parte da paesaggi. Questi sono lo scenario di ampi cieli che in alcuni casi danno rifugio a una minuscola esistenza umana in contemplazione dell’immensità celeste formata da toni chiari e in altri casi da una massa di nubi che avanza nell’intento di coprire tutto lo spazio. In essi si avverte amore e nostalgia per la natura.
L’angoscia e la solitudine commuovono l’intimità di quest’unica presenza a volte in uno spazio bucolico, altre in un’architettura campestre, o in un ambiente urbano. Tutto si trasforma in un’inquietante testimonianza dell’attuale condizione umana. E’ sempre l’uomo, dovunque vada o dovunque si trovi, a transitare per questi stati d’animo.
Nelle opere di Adriano nulla è libero da conflitti. Vi si riflettono la problematica di una situazione d’epoca e la lacerazione dei sentimenti. Il conflitto si manifesta tra cultura e natura, passato e presente, solitudine e società. Eppure, tutte queste contrapposizioni vengono ugualmente espresse.
A partire di questo detto, è lecito domandarsi: è una novità questa situazione plasmata dall’autore? Sensu stricto, la tematica che si riferisce alla condizione umana in quanto esistenza dissociata e problematica a partire da una prospettiva soggettiva, fu scoperta ed esplorata nel secolo XVIII. La mostra in corso si riallaccia a quel lontano mondo che i romantici seppero scoprire ed esaltare con gran passione. Eppure, come tutto ciò che è inerente all’essere umano, benché gli anni passino, riprende attualità. La sua vigenza e permanenza sussistono nella misura in cui la vita delle grande città opprime e disorienta l’uomo contemporaneo.
Il quadro denominato “Il vuoto” esprime particolarmente il sentimento di sentirsi perduti in una realtà inafferrabile.
In alcune di queste opere si possono riscontare “sollievo” e “salvezza” per quest’essere afflitto, soprattutto in quei luoghi che suggeriscono un’atmosfera di sogno o topos onirico. Forse in questi mondi privi dell’eco dell’uomo si può godere una superficie quasi tersa, onde che si manifestano impercettibili per non rompere la monotonia e sentire la gradevole brezza che lambisce i sogni appena nati. Allo stesso tempo, la serenità di questi paesaggi si trasforma in un invito all’evasione, una fuga verso altre realtà.
L’aspetto superficiale o trattamento della superficie nelle opere viene elaborato con l’intenzione di creare impasti prodotti dall’intervento della spatola per creare effetti di tessitura. Le pennellate dai tratti lineari ed ampi sono reminiscenze dell’anteriore attività del pittore nell’area della grafica.
La tavolozza è composta di toni caldi e freddi che producono contrasti di spazi luminosi e zone dove il colore discende a sonorità meno udibili.
.............................................................Curatore
.................,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,......David Cabrera Villaroel
........................................................Agosto de 2007
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La vida transita entre sueños y realidades
En la sala Abaziale di Sesto al Reghena, provincia de Pordenone se exhibe un conjunto de pinturas de Adriano Scodeller. La maestra, titulada “La vida transita entre sueños y realidades”, en su mayoria se compone de paisajes. Estos son el escenario de amplios cielos que en algunos casos dan cabida a una diminuta existencia humana contemplando la inmensidad celeste formada por tonos claros y en otros casos por una masa de nubes que avanza en un intento por cubrir todo ese espacio. En ellos se percibe amor y añoranza por la naturaleza.
La angustia y la soledad conmocionan la interioridad de esa unica presencia a veces en un espacio bucólico, otras en una arquitectura de campo, o en un ambiente urbano.
Todo se trasforma en un registro inquietante de la condición humana actual. El hombre vaya donde vaya o donde se encuentre es el que transita por diversos estados anímicos.
En las pinturas de Adriano, nada està libre de conflicto. Se refleja la problemàtica de una situación de època y el desgarramiento de sus sentimientos. El conflicto se manifiesta entre cultura y naturaleza, pasado y presente, soledad y sociedad. Sin embargo, estas contraposiciones estàn expresadas ambas a la par.
A partir de lo expresado mas arriba, es lícito preguntarse: es novedosa esta situación plasmada por el pintor? Sensu sricto la tematica que aborda la condición humana como un existir disociado y problematico desde una perspectiva subjetiva, fue descubierta y explorada en el siglo XVIII. La presente exposición se vincula con ese lejano mundo que los romànticos supieron descubrir y exaltar con toda pasión. Sin embargo, como todo aquello que es inherente al ser humano, así pasen los años, adquiere actualidad. Su vigencia y permanencia subsisten en la medida en que la vida de las grandes ciudades agobia y desconciertan al hombre contemporaneo.
El cuadro denominado « el vacio » , expresa entre otros estados, el sentimiento de estar perdido en una realidad inasible.
En algunas de estas obras se puede ver certo “alivio” y “salvación” para ese ser apesadumbrado, sobre todo en esos parajes que sugieren una atmósfera de ensoñanción o de topos onírico. Tal vez en esos mundos sin el eco del hombre se pueda disfrutar de una superficie casi tersa, de las olas que se manifiestan imperceptibles para no romper la monotonía y sentir la brisa apacible que acaricia los sueños recien nacidos. Asi mismo, la serenidad que habita en esos paisajes se convierte en una invitación a la evasión, una huida a otras realidades.
El aspecto superficial o tratamiento de la superficie està trabajado en un sentido de crear empastes producidos por la intervención de una espàtula para sugerir texturas. Las pinceladas de trazos lineales y amplios son reminiscencias de una pretèrita actividad del pintor por el mundo de la grafica. La paleta se compone de tonos càlidos y frios generando contrastes de espacios luminosos y zonas en donde el color desciende a sonoridades menos audibles.
.......................................................Curador
..........................................David Cabrera Villarroel
.................................................Agosto de 2007